Guida allo studio

La didattica il web e la cucina

prof. Giuseppe Azzarone I.P.S.S.A.R. “E Mattei” Vieste (FG)  logo IPSSAR

e mail: pino.azz@live.it

IPSSAR Mattei Vieste

GUIDA ALLO STUDIO

1 Diventare studente professionista
schoolSui tuoi documenti, alla voce professione, c’è scritto “studente”. Ma fare lo studente è una professione? Per molti aspetti, come per esempio l’impegno continuativo e prolungato nel tempo, certamente sì, anche se questa attività apparentemente manca di una caratteristica che connota lo svolgimento di qualsiasi mestiere o professione: la rimunerazione. Perché abbiamo detto apparentemente? Perché lo studio è un’attività che accompagna gran parte della vita di qualsiasi persona, anche se talvolta non se ne rende conto.
Pensiamo, per esempio, al barman che inventa un nuovo cocktail: come ha fatto a raggiungere questo risultato? Ha dapprima appreso le caratteristiche dei vari ingredienti che pensa di utilizzare, ha osservato con attenzione quali risultati poteva ottenere dalla loro mescolanza, ha sperimentato soluzioni diverse e, alla fine, ha inventato la nuova bevanda. Se rifletti un momento ti rendi conto che in questo modo il barman ha utilizzato operazioni tipiche dello studio come l’osservazione, la memorizzazione, l’applicazione delle conoscenze, l’analisi e la sintesi, trasferendole a una nuova realtà.
Ecco perché lo studio può e deve essere considerato un impegno di primaria importanza: come una professione, appunto. Ecco perché, imparando le corrette metodologie di studio e tecniche di apprendimento, hai la possibilità di sviluppare le tue potenzialità. Spesso, infatti, potrai constatare che ottenere risultati deludenti nello studio o sul lavoro non deriva da mancanza d’intelligenza, ma da abitudini e metodi di apprendimento poco efficaci.
Certo, lo studio costante e continuato negli anni è un requisito importante per ottenere risultati. Colui che negli anni precedenti a questo corso di studi ha studiato poco e in modo incostante ha sicuramente più difficoltà, all’inizio, nell’ottenere buoni risultati, principalmente per le lacune di base che si possono evidenziare nelle varie discipline. Niente panico: è sufficiente prendere coscienza delle proprie conoscenze e lacune e sforzarsi un po’ di più per recuperare subito.
Un primo problema da affrontare è la diffidenza verso nuove tecniche di studio, diffidenza alla quale talvolta si associa anche una certa pigrizia, che deve essere combattuta se si vogliono modificare le proprie abitudini e appropriarsi di tecniche o metodi che richiedono un po’ di sforzo e molta costanza.
I paragrafi seguenti indicano solo una delle tante possibili proposte di metodo di studio, che sono tante quante sono le inclinazioni degli esseri umani ad apprendere, e quindi tutte ugualmente criticabili. Prima di rifiutare questa impostazione leggila comunque con attenzione e prova a seguirla, almeno in parte, per almeno un mese.
Scaduto questo termine, rifletti sui risultati ottenuti in questo modo:
Se il nuovo metodo di studio dà ottimi risultati
à
Continua e non mollare!
Se con questa impostazione i risultati sono migliorati ma si potrebbe fare di meglio
à
Valuta cosa funziona e cosa non funziona, e adattalo alle tue esigenze personalizzandolo. Dopo altri 30 giorni fai un’ulteriore verifica.
Se il nuovo metodo non funziona: mi impegno ma non ottengo risultati soddisfacenti
à
In teoria dovresti abbandonare la nuova impostazione, ma sei sicuro di aver seguito in modo corretto le varie indicazioni? Se, com’è possibile, ti sei impegnato poco o hai seguito male i consigli, ritenta, e fra altri 30 giorni controlla ancora una volta i risultati.
Il consiglio di Rifletti:Non pensare troppo

  • Prendi coscienza che ciò che farai o non farai in questi anni di scuola si rifletterà sul tuo futuro, personale e professionale.
  • Non accettare che altri ti considerino poco importante, poco capace, poco intelligente

 

2 Classici problemi di studente
Le principali difficoltà che uno studente afferma comunemente di avere nel rapporto con lo studio sono:

  • studiare non mi piace e mi annoia;
  • non riesco a farmi venire la voglia di studiare;
  • studiare richiede troppo tempo e fatica;
  • dopo aver letto una volta non ho più voglia di ripetere;
  • non riesco a concentrarmi;
  • lo studio di molte materie e argomenti non serve a nulla;
  • dopo aver studiato non riesco a ricordare nulla o quasi;
  • durante le verifiche non riesco a esprimermi come vorrei e ho vuoti di memoria;
  • interrogazioni, compiti ed esami mi procurano tensione o addirittura ansia;
  • lo studio toglie troppo tempo al divertimento.

 

Queste difficoltà sono spesso associate ad altre, meno evidenti ma molto più importanti, quali la mancanza di motivazione o la cattiva organizzazione dello studio. Se però ci si impegna, e si adottano corrette metodologie di studio, molti problemi sono facilmente risolvibili.
Uno studente che ha imparato a impostare correttamente e a gestire efficacemente il proprio apprendimento:

  • studia in modo sereno, senza ansia o tensione;
  • è in grado di organizzare efficacemente il tempo e il lavoro;
  • ottiene validi risultati impiegando meno tempo con minori sforzi;
  • vive il proprio status di studente come un momento di crescita, un periodo determinante per la propria carriera e la migliore realizzazione della propria persona.

 

3 Iniziare a cambiare
Il punto di partenza per diventare uno studente professionista è una nuova considerazione di sé, dell’importanza dello studio, del tempo e degli sforzi necessari e dei risultati migliori che si possono ottenere. Per avere successo in questo diverso modo di vivere, pensare e agire occorrono due fattori determinanti: una motivazione forte e positiva, e il desiderio di successo nella propria vita di studente.
A quale scopo?
Lo strumento migliore che si ha a disposizione quando si affrontano degli impegni è una motivazione che permetta di sopportare i sacrifici, superare le difficoltà, impegnarsi per migliorare. Una valida motivazione permette di emergere e di conseguire il successo, personale e professionale.
Per uno studente le motivazioni possono essere diverse, ma quelle importanti sono legate al rendersi conto che l’attività scolastica è un momento determinante della formazione della propria persona, e che dalla scuola si possono ottenere gli strumenti idonei per progettare e gestire al meglio, nel futuro, la propria vita privata e professionale.
In considerazione anche degli sforzi che comporta la frequenza di una scuola, è importante individuare una motivazione che giustifichi tutti i sacrifici a cui ci si sottopone, che non sono solo quelli connessi allo studio, sono anche l’alzarsi presto al mattino, fare molti chilometri per giungere all’Istituto, avere impegni anche pomeridiani, dover dedicare tempo allo studio delle varie materie… Né è possibile dimenticare l’aspetto economico: i notevoli costi dei libri e del materiale scolastico, dei viaggi, … e anche del proprio tempo, che se fosse impiegato in un lavoro renderebbe uno stipendio mensile!
Non si può pensare di impegnarsi in modo proficuo nello svolgimento di un’attività se non si vede in questo impegno un modo, uno strumento per ottenere benefici personali, sia pure proiettati più in là nel tempo.
La motivazione è una spinta che non può essere imposta, che può nascere solo dall’interno della persona. Motivi come evitare di lavorare, prendere tempo in attesa di capire realmente ciò che si vuole fare o compiacere i genitori, sono fragili giustificazioni destinate a cedere sotto i colpi della fatica e dell’impegno necessari per progredire negli studi.
Scrivi dunque nel riquadro qui sotto a quale scopo ti assumi questi sacrifici. In futuro potrai rileggere la motivazione e anche cambiarla; cambiare opinione non è un segno di debolezza, ma di crescita e di forza.
Voglio, fortemente voglio
Trovata la tua personale, valida motivazione, devi desiderare il successo; ciò significa che dovrai impegnarti al massimo per ottenere ciò che in quel momento o periodo ti sei prefisso di raggiungere o di fare.
Per partire con un’impostazione produttiva prova a seguire i seguenti punti:

  • Considera che lo studio è uno strumento indispensabile per realizzare i tuoi obiettivi, per costruire il tuo futuro e vivere meglio il presente; analizzato in questo modo, lo studio sarà un’attività primaria della tua vita.
  • Prendi coscienza che i risultati, positivi o negativi, dipendono principalmente dal tuo impegno.
  • Accetta l’idea che imparare comporta tempo e fatica, che i tempi e i ritmi di apprendimento non sono sempre uguali e che i risultati ottenuti con maggior sforzo sono proprio quelli che danno più soddisfazione e migliori risultati in futuro.
  • Chiedi a te stesso di diventare un vincente, puntando a ottenere sempre i risultati più alti e cercando di migliorarti continuamente.

 

4 Il metodo di studio
Il metodo di studio è il modo con cui si apprendono le nozioni che stanno alla base dell’apprendimento. I metodi di studio sono molti e diversi, e ognuno di noi ne affina uno con l’esperienza, adattandolo alle proprie abitudini ed esigenze. Tutti i metodi di studio hanno però un elemento in comune: sono efficaci quando permettono di apprendere più nozioni possibile con il minimo sforzo, facilitando la memorizzazione di ciò che si è appreso.
Al fine di ottenere questo risultato, devi imparare a leggere e rielaborare personalmente ciò che studi, in modo da essere certo di saper esporre le nozioni studiate con parole e concetti che sono ormai diventati tuoi.
Per studiare in modo proficuo è quindi necessario che impari a predisporti in modo fisicamente e psicologicamente adeguato: riposato, rilassato e concentrato; in caso contrario tutti i tuoi sforzi non daranno i risultati sperati, e passerai ore a studiare ottenendo, al termine del tuo sforzo, poco o nulla.
Anche se i metodi di studio sono molti e, come abbiamo detto, quasi sempre molto personali, nell’esperienza di ognuno lo studio si configura come un percorso a tappe. Prova a seguire le seguenti fasi:
1. lettura rapida;
2. lettura analitica;
3. elaborazione di uno schema;
4. ripetizione;
5. eventuale rilettura e conseguente ripetizione delle parti risultate lacunose;
6. ripasso del testo studiato a distanza di tempo.
1. Lettura rapida
Un primo avvicinamento a un nuovo argomento da studiare può prevedere la rapida lettura mentale di tutto il testo, al fine di individuare per sommi capi il contenuto e i concetti più importanti; se il testo è molto lungo puoi suddividere la lettura in due o più parti, che quindi studierai separatamente.
2. Lettura analitica
Il passo successivo dovrebbe essere la lettura analitica, che consiste in una lettura molto attenta tendente a favorire la comprensione dei concetti esposti; questa fase può essere accompagnata dalla sottolineatura o evidenziazione delle nozioni più importanti. Al termine di questa fase dovresti aver ben chiari tutti i concetti da apprendere o, al massimo, ti dovrebbe restare da chiarire solo una parte limitata del testo.
Una raccomandazione è però importante: se decidi di sottolineare/evidenziare dei passi del testo, fallo con parsimonia. La sottolineatura, infatti, è molto utile nell’elaborazione degli schemi e nei futuri ripassi dell’argomento, ma se viene fatta con troppa generosità non assolve allo scopo, in quanto ti obbliga a memorizzare anche informazioni di importanza secondaria. Un testo correttamente sottolineato, invece, ti aiuta in due modi: innanzitutto perché apprendi a selezionare le informazioni e a scegliere solo quelle importanti; secondariamente perché, in fase di ripasso, non ti fa perdere tempo a rintracciare gli elementi che devi richiamare alla memoria.
3. Schema
Dopo aver letto e sottolineato può esserti utile elaborare uno schema (vedi tabella 1) nel quale inserire le parole chiave che riconducono ai concetti fondamentali; lo stesso schema ti sarà utile per ripetere il materiale appreso, ti consentirà di non tralasciare nessuna nozione importante e verificare la piena conoscenza dell’argomento.
La stessa attività di elaborazione (cosa inserire, quali parole chiave, in quale ordine) ti aiuterà anche nel processo di memorizzazione delle informazioni, evidenzierà la tua conoscenza e comprensione del testo, affinerà le tue abilità espositive.
4. Ripetizione
Elaborato lo schema, puoi cominciare a ripetere quanto hai studiato, tenendo presente che spesso la memorizzazione viene favorita anche dal suono della propria voce. Ciò non vuol dire che non è possibile ripetere mentalmente quanto si è appreso, ma che l’ascoltarsi aiuta.
La ripetizione è un momento fondamentale dello studio in quanto permette anche di verificare la propria preparazione e di organizzare l’esposizione in modo organico e piacevole. Alla ripetizione orale può essere affiancata quella scritta.
Nonostante la ripetizione scritta comporti un tempo maggiore, talvolta essa si rivela più efficace di quella orale in quanto permette un controllo maggiore sulla propria padronanza dell’argomento e favorisce la completezza dell’esposizione.
La ripetizione scritta è anche utile per i rapidi ripassi successivi. Hai presente quando si chiede a qualche compagno di prestarci i suoi appunti?
5. Rilettura e ripetizione parziale
Durante la fase della ripetizione possono emergere lacune in alcune nozioni. Ciò ti obbligherà a un’ulteriore lettura delle parti del testo relative ai concetti non chiari, o per i quali incontri eventuali difficoltà di esposizione, ma ti consentirà di padroneggiare completamente l’argomento studiato.
6. Ripasso
Molto spesso lo studio di un argomento prevede anche la fase del ripasso, che ha la funzione di “rinfrescare” la memoria e verificare la propria preparazione. Due possibili tecniche per eseguire il ripasso sono le seguenti:

  • lettura delle parti di testo sottolineate, delle eventuali note riportate a margine, ripetizione seguendo lo schema che si è eventualmente predisposto, eventuale rilettura e ripetizione dei concetti poco chiari;
  • immediata ripetizione dell’argomento, magari seguendo uno schema, lettura e ripetizione delle parti risultate lacunose.

 

Nel caso la ripetizione sia stata effettuata per iscritto, la lettura avverrà sul proprio testo; solo in caso di ulteriori dubbi si passerà al libro.
Non è invece consigliabile rileggere il testo per intero perché sarebbe un’operazione dispersiva e che richiederebbe troppo tempo.
Punti chiave del metodo di studio corretto
 
Punti chiave
Gestione
del tempo
Programmare abitualmente gli impegni scolastici ed extrascolastici della giornata e della settimana
Iniziare in anticipo un impegno scolastico
Rispettare l’orario prefissato per iniziare a studiare
Valutare preventivamente il tempo necessario per lo studio
Studiare nelle ore in cui si memorizza meglio
Sfruttare i momenti inutilizzati per rapide letture o ripassi: durante i viaggi di andata e ritorno da scuola, a casa mentre si attende di uscire ecc.
Luogo
e materiale di studio
Studiare sempre nello stesso ambiente
Predisporre tutto l’occorrente a portata di mano
Conoscere le proprie condizioni ottimali di apprendimento e ricrearle quando si studia
Abitudini operative
Iniziare lo studio riposati e calmi
Eliminare ogni possibile elemento che distragga dal compito che ci si è prefisso (ricorda che alcuni studenti rendono maggiormente nel più totale silenzio, altri si concentrano di più avendo musica nel sottofondo; alcuni hanno bisogno di molta luce, altri di piccole zone raccolte)
Visionare l’argomento di studio nella globalità prima di iniziare a studiare
Durante la lettura, cercare di individuare il punto in cui si conclude un concetto
Dopo la lettura, ripetere con parole proprie
Utilizzare schemi e parole chiave per facilitare la memorizzazione
Mantenere la concentrazione
Prevedere brevi pause di riposo
Verifica della preparazione
Ripetere a distanza di tempo ciò che si è studiato
Ripetere l’argomento di studio senza seguire il libro
Simulare la prova di verifica
Studiare insieme
Lo studio di gruppo rappresenta una tecnica che, accanto ad alcuni indubbi vantaggi, presenta anche il rischio di enormi perdite di tempo. Tutto dipende da come il lavoro di gruppo viene gestito e dalla determinazione e serietà dei partecipanti.
Lo studio di gruppo può essere considerato sia un’alternativa allo studio individuale, sia una tecnica integrativa, in relazione al modo in cui ogni soggetto apprende. Ciò significa che nel momento che ci si riunisce per studiare, approfondire, verificare una materia, è possibile che tutti i partecipanti abbiano già studiato individualmente, oppure no. Ciò che veramente conta quando si studia in gruppo è che ognuno conosca bene il proprio stile di apprendimento, sappia cioè se rumore, sovrapposizione di voci e pensieri altrui lo disturbano oppure no, altrimenti si garantirà soltanto una perdita di tempo, un bel pomeriggio con amici, magari dei discorsi interessanti, ma di certo non riuscirà a studiare.
Lo studio di gruppo ben gestito
Vantaggi:
  • Rappresenta uno stimolo allo studio;
  • può rendere lo studio più piacevole;
  • trasforma lo studio in momento di incontro e di scambio di informazioni e idee;
  • rafforza la memorizzazione degli argomenti;
  • contribuisce alla migliore comprensione delle nozioni;
  • permette il confronto delle proprie tecniche di studio e delle proprie conoscenze;
  • consente di migliorare la capacità di esposizione;
  • stimola l’apertura mentale, lo spirito di competizione e di adattamento.

 

Regole di efficienza:
  • Il gruppo deve essere poco numeroso (non più di 3-4 persone);
  • i partecipanti devono avere ben compreso l’argomento spiegato in classe;
  • affinché abbia un’attività prolungata, è utile che il gruppo abbia una discreta uniformità intellettiva e di preparazione;
  • gli studenti poco motivati, poco interessati, poco determinati vanno fermamente esclusi;
  • occorre stabilire con precisione date, orari, argomenti e ritmi degli incontri;
  • durante l’incontro massima concentrazione: non sono ammesse divagazioni se non poco prima dell’inizio e durante brevi pause programmate;
  • ognuno deve partecipare e portare il proprio contributo.

 

Il consiglio di Capace
  • La tua capacità di attenzione, di concentrazione, di ragionamento può essere stimolata e sviluppata in un modo molto divertente: giocando a scacchi!

 

5 L’arma vincente
Gestire al meglio la tecnica di studio significa soprattutto sfruttare al meglio il tuo tempo a disposizione.
L’arma vincente di uno studente professionista è appunto quella di sfruttare al meglio le ore che si trascorrono a scuola, in altre parole detta partecipazione attiva alle lezioni. Partecipare attivamente significa:
1. prestare la massima attenzione quando il docente spiega;
2. prendere appunti in ogni occasione possibile;
3. intervenire e fare domande;
4. ascoltare attentamente le interrogazioni orali dei propri compagni o le correzioni delle verifiche scritte (prendendo appunti).
1. Massima attenzione
Alla base della partecipazione attiva c’è il riposo. Non si riesce a partecipare attivamente a più ore di lezione se non si è adeguatamente riposati: questo tipo di partecipazione comporta infatti un impegno mentale notevole.
La partecipazione attiva migliora notevolmente la memorizzazione degli argomenti, quindi a casa si studia in tempi più brevi e con risultati migliori; in definitiva: si impara di più in minor tempo, con minori sforzi. A ciò possiamo aggiungere un migliore rapporto con gli insegnanti e un modo di vivere la formazione scolastica più sicuro e sereno.
Stare attenti alle lezioni richiede, in primo luogo, una buona dose di volontà. Per aiutarsi a mantenere la massima concentrazione, lo studente deve cercare di disporsi in un banco che consenta un ascolto agevole e che sia il più distante possibile da eventuali fonti di disturbo, quali possono essere per esempio i compagni che non seguono o, peggio, disturbano.
2. Appunti
Gli appunti sono uno strumento indispensabile, Oltre a risultare un ottimo strumento di studio e ripasso, essi obbligano lo studente a mantenere alto il livello di attenzione e concentrazione, e migliorano notevolmente la memorizzazione, affiancando alla memoria uditiva la potente memoria visiva.
Prendere appunti richiede l’ascolto delle informazioni, la selezione di quelle ritenute più importanti e la loro trascrizione in modo schematico; ciò stimola la capacità di decodificare, analizzare e sintetizzare le informazioni. Considerato che di solito gli insegnanti, nella spiegazione di un argomento, concentrano l’attenzione sui concetti più importanti, gli appunti consentono anche di individuare le nozioni più importanti da studiare a casa.
Come prendere gli appunti? Premesso che essi vanno scritti nel modo più comprensibile possibile, e che è meglio utilizzare fogli grandi, due sono i sistemi più diffusi:
  • le informazioni vengono trascritte in modo telegrafico, facendo uso di abbreviazioni, nell’ordine di spiegazione;
  • le informazioni vengono elaborate in parole chiave e collegate in mappe concettuali (tipo schemi); in questo caso si comincia a scrivere nel centro della pagina, per avere poi lo spazio per i vari inserimenti e collegamenti.

 

Il secondo sistema, a mappe, pur essendo più rapido nella trascrizione e nella susseguente consultazione è inizialmente abbastanza complesso da realizzare, in particolare se l’argomento affrontato risulta nuovo. Inoltre, le parole chiave, per definizione molto sintetiche, possono far perdere informazioni importanti per l’impossibilità di ricordare tutti i concetti a esse collegati.
Un valido espediente, almeno all’inizio, è l’adozione di entrambi i sistemi: in metà pagina brevi frasi, nell’altra una mappa.
3. Interventi e domande
Intervenire e porre domande durante le lezioni permette di verificare le proprie conoscenze, stimolare l’attenzione e risolvere eventuali dubbi; è anche un efficace modo di dimostrare la propria partecipazione attiva alla lezione. Esistono però alcuni momenti ben definiti riservati a questi tipi di interventi: nel processo di feed-back, per esempio, quando l’insegnante stimola una domanda o una risposta, al termine di una spiegazione ecc. Non è invece opportuno interrompere la spiegazione o gli interventi dei compagni, sia per correttezza di comportamento, sia perché è possibile che il termine della spiegazione o dell’intervento del compagno chiarisca il pensiero e renda inutile l’intervento. Un altro accorgimento da seguire è quello di ascoltare attentamente la lezione prima di intervenire, per evitare di porre domande poco congruenti sui concetti appena spiegati.
4. Interrogazioni dei compagni e correzioni di verifiche scritte
Le interrogazioni orali dei compagni sono una vera miniera di informazioni. Se ascoltate attentamente esse aiutano a:
  • memorizzare nuove informazioni e risolvere eventuali dubbi;
  • individuare i concetti che l’insegnante ritiene più importanti;
  • confrontare la propria preparazione verificando l’eventuale capacità di rispondere alle domande poste dal docente.

 

Per trarre il massimo dei benefici, però, è necessario conoscere l’argomento; in caso contrario le informazioni da ricordare sarebbero così numerose da essere assimilate solo in minima parte, e verrebbe meno la possibilità di confronto con la propria preparazione.
Anche la correzione delle verifiche permette di focalizzare al meglio le proprie eventuali lacune e di mettere meglio in luce le nozioni più importanti di un determinato argomento. È perciò utile prendere appunti, per effettuare successivamente a casa un controllo con le informazioni o le nozioni possedute, magari trascrivendo il risultato di tale controllo sul libro o su un quaderno (o anche sul computer).

6 Qualche consiglio
  • Un requisito indispensabile per ottenere risultati apprezzabili è un sano e salutare desiderio di imparare. Come conservare ben saldo questo principio? Rendendoti conto che la curiosità e il miglioramento delle conoscenze culturali e professionali sono elementi che possono contribuire in modo vero e duraturo a una vita gratificante, anche sotto l’aspetto economico.
  • Durante la lettura dei libri tieni sempre a portata di mano una matita e un evidenziatore per sottolineare le parti di maggior interesse e scrivere le tue note personali; ciò ti aiuterà a memorizzare meglio quello che leggi, e in occasione di future riletture avrai in evidenza i concetti e gli argomenti che in passato ti sono sembrati più interessanti.
  • Rifletti spesso sulla tua motivazione e sui vantaggi che puoi ricavare dal conseguimento dei tuoi obiettivi.
  • Il miglior modo per apprendere è applicare; conoscenze, tecniche, concetti vanno dunque studiati ma poi messi in pratica nel lavoro.
  • Chiedi a qualche compagno di classe che stimi come ti valuta e che considerazione ha delle tue conoscenze e abilità.
  • Mantieni sempre un atteggiamento critico nei tuoi confronti: su ciò che conosci, su quello che sei in grado di fare e ottenere.
  • Fai progetti professionali per il futuro, sii ambizioso, sogna grandi cose, immagina di diventare il migliore nel tuo campo. Per ottenere molto occorre puntare in alto. I meriti dello studente

 


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