Itinerario Tremiti

Abbazia di Santa Maria a Mare  (Isole Tremiti)

L’arcipelago rappresenta il gioiello del Gargano, iAbbazia di Santa Maria a Maren esso sono concentrate le bellezze paesaggistiche del promontorio: faraglioni, macigni ciclopici, calette tranquille, balze scoscese, misteriose caverne. San Domino, l’isola maggiore, è caratterizzata dalla presenza di pini d’Aleppo, dalla Grotta del Sale e da quella delle Viole; la Grotta del Bue Marino dominata dall’Appicco e dalla Ripa dei falconi, due rocce a strapiombo sul mare su cui nidificano il falco della regina, il falco pellegrino e il rondone pallido. San Nicola, la seconda isola, costituisce il centro storico, amministrativo e religioso dell’intero arcipelago. Si narra che Augusto vi abbia relegato la nipote Giulia e che Carlo Magno abbia mandato Paolo Diacono in esilio. La Capraia boscosa e ricca di capperi è un’isola disabitata dall’aspetto piatto e ossuto. Nel parco marino sottostante è deposta la statua di Padre Pio. Al centro dell’arcipelago si trovano lo Scoglio del Cretaccio, a forma di mezzaluna e la roccia nera de La Vecchia. Molto distante si trova l’ultima isola di Pianosa, totalmente disabitata, ma meta degli appassionati d’immersioni subacquee. Le Isole Tremiti sono legate al mito di Diomede, approdato qui esule dalla guerra di Troia. Diomedei sono chiamati i meravigliosi uccelli che di notte producono un suono misterioso e stridulo; sono i guerrieri di Diomede, compagni di sventura dell’eroe greco che di notte si reincarnano nei volatili.

Sull’isola di San Nicola, nel 1045 alcuni monaci Benedettini di Montecassino eressero un monastero intorno alla chiesa dedicata a Santa Maria del Mare. In breve tempo l’abbazia estese i suoi possedimenti, con dipendenze che andavano dall’Abruzzo alla terra di Bari. In epoca federiciana conobbe un periodo di decadenza. Nell’ XIII secolo dopo un’inchiesta per irregolarità disposta dal Papa e condotta dal Vescovo di Dragonara, l’abbazia fu ceduta ai monaci Cistercensi di San Bernardo, che ampliarono e fortificarono con l’aiuto del re Carlo D’Angiò. Dopo la conquista e spogliazione ad opera dei pirati essa rimase abbandonata per lungo tempo. All’inizio del secolo XV Papa Gregorio XII la diede ai Canonici Regolari Lateranensi, che la restaurarono in ricco stile rinascimentale, trasformando l’esterno in una fortezza e riportandola all’antico splendore. Nel XVIII secolo l’abbazia fu soppressa e l’isola divenne una colonia penale.

Pietanza tipica

Minestra di Ciammar’chedd (Minestra con le lumache di terra)

335,6 kcal

Ingredienti per 10 ospitiMinestra di Ciammar’chedd

  • Lumache di terra kg 3
  • Pomodori Kg 1
  • Olio d’oliva q b
  • Aglio n 2
  • Origano q b
  • Sale g 15
  • Prezzemolo q b
  • Peperoncino q b
  • Pane casereccio g 600

Procedimento

Lasciare le lumache per qualche giorno in un recipiente coperto, ma arieggiato per farle purificare. Dopo averle lavate metterle in un po’ d’acqua e sale per fare in modo che il frutto fuoriesca dal guscio. In una casseruola portare ad ebollizione l’acqua e versare all’interno le lumache per qualche minuto. A parte in una casseruola bassa con olio d’oliva imbiondire l’aglio tritato, aggiungere i pomodori lavati e tagliuzzati, il peperoncino a pezzi e girare con una spatola di legno fino a quando i pomodori si asciughino, unire le lumache, fare insaporire il tutto per 15 minuti circa, aromatizzare con origano e prezzemolo tritato. Servire con un filo d’olio e dei crostoni di pane.

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