Itinerario Sannicandro

Chiesa di Santa Maria di Monte d’Elio  (San Nicandro Garganico)

La prima citazione di Sannicandro su Chiesa di Santa Maria di Monte d’Elio documenti risale al 1095. Federico II di Svevia vi eresse un Palazzo. Il paese passò poi in mano ai Della Marra, ai Del Sangro e ai Cattaneo. Bello il centro storico, in particolare la Corte di San Giorgio che affaccia sul borgo di Terravecchia. Da visitare sono la Chiesa della Madonna di Costantinopoli, la Cattedrale (del 1535) e il Castello (del 1400) sorto su una precedente costruzione e ripetutamente rimaneggiato nei secoli e infine la Chiesa di Santa Maria di Monte d’Elio. Il Monte d’Elio è un rilievo del versante settentrionale del Gargano proteso tra le lagune di Lesina e Varano. Sorgeva nel medioevo la città di Devia. Dell’antico centro, nato come colonia slava, si conservano oggi ruderi d’abitazioni e tracce delle fortificazioni realizzate dai bizantini nell’XI secolo. La testimonianza più significativa è senza dubbio costituita dai resti della Chiesa di Santa Maria, decorata all’interno da uno splendido ciclo d’affreschi datati tra il XII e il XIII secolo, riconducibile nelle pitture più antiche, a temi e modi tipici dell’iconografia bizantina. Tra queste figurano un Cristo pantocrator e una Madonna su un trono riccamente decorato, due fasce ornamentali incorniciano le figure dando continuità alla decorazione. La composizione spaziale è affidata a due filari di colonne a base cilindrica che separano tre navate. La ripartizione interna si proietta nelle tre absidi semicircolari che caratterizzano il prospetto posteriore. Queste contribuiscono a dare movimento alla sobria linearità dell’esterno, che presenta nell’insieme una fisionomia insolita rispetto al panorama dell’architettura romanica – pugliese.

Pietanza tipica

I Crustl  (I cartellate)

886,7 kcal

Ingredienti per 10 ospitiI Crustl

  • Tre pezzi per porzione
  • Farina tipo 00 kg 1
  • Uova n 4-5
  • Olio d’oliva g 50
  • Zucchero g 300
  • Marsala ½ bicchiere
  • Vino bianco q b
  • Mandorle tostate g 400 circa
  • Miele di fichi g 500
  • Olio d’oliva per friggere

Procedimento

In una bastardella versare la farina setacciata, unire lo zucchero, l’olio e le uova battute, iniziare ad impastare e man mano versare  il marsala e il vino fino a quando il composto si presenta unito, omogeneo e liscio. Farlo riposare  per 30 minuti circa coperto con un canovaccio. Dividere l’impasto a pezzi e stenderli uno per volta con l’aiuto del matterello; la sfoglia deve essere  quasi trasparente, tagliarla con il tagliapasta rigato a strisce di una larghezza circa  cm 1.3 e, di lunghezza 20 – 25 cm circa, arrotolare la sfoglia dandole la tipica forma. Friggere in abbondante olio 180 °C  fare, alzarli con una paletta ragno e farli  sgocciolare molto bene su carta assorbente. Condire cospargendo di mandorle tostate e tritate, lasciando cadere a filo il miele di fichi. Il dolce si accompagna molto bene con il limoncello o alla crema di limoncello,  tipico rosolio di Sannicandro.

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