Itinerario Rodi Garganico

Il Santuario della Madonna della Libera (Rodi Garganico)

La cittadina di Rodi è il primo avamposto marittimo Il Santuario della Madonna della Liberadel Gargano Settentrionale caratterizzato da vicoli stretti, stradine tortuose e casette bianche abbarbicate sulla roccia, mentre intorno si espande l’odore degli alberi di fico, degli agrumeti e delle carrube, del mare e della sabbia. Fonti precise fanno risalire la nascita di Rodi ad un gruppo di marinai Greci, i Rodi Argivi, nell’ottavo secolo a.C. In seguito fu saccheggiata dai Veneziani che non gradirono la fedeltà a Federico secondo. Respinti gli attacchi dai Turchi nel 600 e degli Inglesi due secoli più tardi, Rodi oggi è una città balneare di tutto rispetto con strutture attrezzate e spiagge di sabbia dorate. La visita da non perdere è il Santuario della Madonna Libera, a colpire l’attenzione è lo stupore di chi entra nel Santuario è il Santo Quadro della Madonna che qui si venera sotto il titolo della Libera. La Vergine Maria siede Madre di Dio e perciò Regina su un trono marmoreo sovrastato da una ricca corona e ornato da uno schienale di tessuto prezioso. La Madonna regge con la mano sinistra il Bambino, mentre alza la destra in un atteggiamento d’intercessione. Il Bambino, invece, gioca con una colomba posata sulla manina sinistra e tenuto, legata ad un laccio, con la destra. Lo sguardo della Madonna e del Bambino è diretto a chi li osserva, ai piedi del trono ci sono due devoti in atteggiamento supplice: forse sono i committenti de S. Quadro. Il S. Quadro si può ascrivere agli anni 1400 – 1450 di Scuola gotico – veneta. Suggestiva è la leggenda che vuole la Madonna proveniente dall’Oriente, secondo tale leggenda, il S. Quadro sarebbe sfuggito miracolosamente alla rabbia devastatrice di Maometto II, resosi padrone di Costantinopoli, dopo un lungo assedio.

Pietanza tipica

N’ trucc ‘l e fasul   (Troccoli e fagioli)

552,86 KcalN’ trucc ‘l e fasul

Ingredienti per 10 ospiti

  • Fagioli cannellini g 500
  • Pasta di grano duro kg 1
  • Cotenna g 50
  • Spicchi d’aglio n 4
  • Sedano un gambo
  • Polpa di pomodori pelati 6-7 pezzi
  • Prezzemolo q b
  • Olio extravergine d’oliva q b

Per la pasta

  • Farina di grano duro kg 1
  • Acqua tiepida g 400 circa
  • Sale g 10
  • Olio d’oliva mezzo bicchiereRullo per troccoli

Procedimento

In una pjgnèt’ di terracotta mettere a lessare i fagioli, tenuti in ammollo per 12 ore, con un goccio d’olio, aglio ed un ciuffo di prezzemolo. In una casseruola con olio d’oliva fare imbiondire la pancetta e il sedano tritato, aggiungere la cotenna tagliata a pezzi e la polpa dei pomodori pelati lavati e tagliati; quando i fagioli sono cotti unirli alla salsa.

Per la pasta: disporre sulla spianatoia la farina setacciata a fontana e versare al centro l’acqua già salata e l’olio. Incorporate l’acqua alla farina gradualmente dal centro verso l’esterno, impastare energicamente fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, lasciarlo riposare per 30 minuti. Stendere la pasta a sfoglia di uno spessore di 2 mm e, con l’apposito utensile a rullo rigato fare i troccoli. In una pentola fare cuocere i troccoli e aggiungerli alla minestra di fagioli, mescolare molto bene e irrorare con l’olio d’oliva extravergine.

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