Itinerario Lesina

Chiesa di San Primiano (Lesina)Chiesa di San Primiano

Lesina è adagiata sulla laguna, conserva il fascino del suo illustre passato. Già nota in epoca Romana come Alexia (forse da Alex, pesce in salamoia o salsa di pesce). Nel secolo III d.c. nella città di Larino, capitale della Frentania, vissero i fratelli Primiano, Firmiano e Casto. Sotto Diocleziano furono, perché Cristiani, condannati ad essere divorati dalle belve feroci nell’Arena dell’anfiteatro, ma le fiere si rifiutarono e vennero trasportati dinanzi al tempio di Marte dove colsero, come si dice, la palma del martirio. La tradizione popolare ci dice che Primiano subì il martirio il 15 di maggio, Firmiano e Casto il giorno seguente dell’anno 303 d.c. Devastata la grande città di Larino per mano dei saraceni nell’anno 842, i lesinesi, approfittando dell’assenza dei larinesi, dispersi nelle campagne, sottrassero i corpi di Primiano e Firmiano, non trovando quello di Casto. Da quel periodo, con la forzata traslazione a Lesina dei Santi Corpi, nacque nel cuore dei lesinesi la devozione per San Primiano. Egli fu proclamato Patrono di Lesina, anche se nel secolo XVI il suo corpo fu ulteriormente traslato a Napoli, nella chiesa della SS. Annunziata. La festa-ricorrenza patronale, celebrata il 14-15 e 16 di maggio fa rivivere ai lesinesi l’antica venerazione per questo grande esempio di pietà cristiana tanto che, per una bolla di Re Ferdinando d’Aragona, ogni anno si tiene sul lago una sacra regata per una richiesta benedizione attesa dal Santo Simulacro. Il giorno 27 aprile 2000, grazie alla donazione fatta da Padre Sebastiano Di Vincenzo, Parroco della SS. Annunziata di Napoli a Don Matteo De Meo Parroco della Parrocchia SS. Annunziata di Lesina, le reliquie dei SS. Martiri Primiano e Firmiano, dopo 402 anni sono ritornate a Lesina.

Pietanza tipica

Tagliatelle con la pescatrice

701,02 kcal

Ingredienti per 10 ospiti

  • Tagliatelle fresche kg 1
  • Pescatrice kg 2Tagliatelle con la pescatrice
  • Peperone rosso n 1
  • Cipolla media n 1
  • Olio d’oliva cl 20
  • Salsa di pomodoro casereccia l 2
  • Sale e peperoncino q b
  • Basilico un ramoscello

Per la pasta

  • Farina di grano duro kg 1
  • Olio d’oliva ½ bicchiere
  • Sale g 20
  • Uova n 2
  • Acqua tiepida q b

Procedimento

Setacciare la farina sulla spianatoia, al centro mettere le uova battute, l’olio, e un pò d’acqua tiepida, iniziare ad impastare dal centro verso l’esterno, se necessario aggiungere altra acqua. L’impasto deve essere di giusta consistenza, né troppo molle né troppo duro che farete riposare coperto con panno per un ora circa. Stendere l’impasto a sfoglia quasi trasparente e con il coltello tagliarla dando forma alle tagliatelle. Pulire la pescatrice, sfilettarla, lavare i filetti e tagliarli a strisce, cosi pure il peperone. Tritare la cipolla e farla imbiondire in casseruola con olio, unire il peperone, il peperoncino e far rosolare il tutto rimestando continuamente. Versare  la salsa e ai primi bollori aggiungere la pescatrice, il  basilico e un po’ di sale. Con le lische e la tesata del pesce  preparare il brodo che sarà aggiunto alla salsa per insaporirla maggiormente. Cuocere le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolare e metterle nei piatti fondi, versare la salsa a sufficienza e distribuire i pezzi di pescatrice.

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